Lo studio di una rara ‘croce di Einstein’ ha permesso di osservare con precisione senza precedenti la popolazione stellare nel nucleo di una galassia lontana, aprendo nuovi interrogativi sui modelli classici di formazione delle galassie ellittiche.” È questo il risultato del lavoro pubblicato il 2 aprile 2026 su Nature Astronomy (https://www.nature.com/articles/s41550-026-02819-4), al quale hanno contribuito anche ricercatrici e ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze.
Lo studio analizza una rarissima lente gravitazionale in configurazione di croce di Einstein, in cui la luce di un quasar molto distante viene deviata da una galassia interposta, producendo quattro immagini della sorgente di fondo. Proprio questa configurazione ha consentito di ricostruire con grande accuratezza la distribuzione di massa della galassia lente J1453g, osservata a un redshift di 1.055, quando l’Universo aveva circa 5,5 miliardi di anni.
I risultati mostrano che la popolazione stellare nel nucleo della galassia è compatibile con una distribuzione simile a quella della Via Lattea, escludendo invece scenari “bottom-heavy” spesso associati alle galassie ellittiche massicce. Questo dato suggerisce che il nucleo possa essersi formato più lentamente del previsto oppure essere stato modificato da eventi dinamici e fusioni nelle fasi iniziali della sua evoluzione.
Come sottolineato anche da Media INAF(https://www.media.inaf.it/2026/04/02/croce-di-einstein-riscrive-la-formazione-galattica/) , il risultato sfida dunque i modelli tradizionali di evoluzione delle galassie ellittiche e conferma il valore della sinergia scientifica e tecnologica che ha contribuito a questa scoperta.
